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Axelle DE RUSSÉ | CHINE, LE RETOUR DES CONCUBINES (Cina, il ritorno delle concubine)

 

BIOGRAFIA

Axelle de Russé è una giovane fotografa francese. Finiti gli studi di economia all’École de commerce di Rouen nel 2001, decide di cambiare rotta e entra a far parte dell’agenzia SIPA PRESS in qualità di redattrice.

Nell’aprile 2005 parte per l’india con un’amica per documentare le conseguenze dello Tsunami e decide di diventare fotografa. Nel luglio dello stesso anno parte per la Cina con due giornaliste per un servizio sulle “donne assenti”. È proprio in questa occasione che si imbatte nella realtà delle concubine.

Nel 2007 copre le elezioni in Francia per l’agenzia ABACA e ottiene il Premio Canon Female Photojournalists conferitole dall’AFJ e supportato dal Figaro per il reportage sul ritorno delle concubine in Cina.

Il reportage realizzato con la collaborazione di Elsa Fayner e Marina de Russé è stato esposto nel corso dell’edizione 2008 del festival di fotogiornalismo “Visa pour l’Image” di Perpignan e al “Festival du SCOOP d’Angers” nel novembre 2008.

Nel gennaio 2009 Axelle ottiene la borsa SCAM per un progetto di fotografia interattiva.

Le sue foto sono apparse su Le Figaro, VSD, Paris Match, l’Express, Le Nouvel Observateur, Le Point, Cosmo (Francia e Spagna), Glamour (Francia e Spagna), Marie Claire Messico e la Nacion.

CHINE, LE RETOUR DES CONCUBINES

Vincitrice del premio Canon Female Photojournalist 2007 presentata dall’associazione francese delle donne giornaliste (Association des Femmes Journalistes) e sponsorizzata da Figaro Magazine con: Il ritorno della concubina.

Testi: Elsa Fayner e Marina de Russé


Un tempo in Cina la condizione sociale di un uomo era valutata in base al numero di donne in suo possesso, entrambi mogli e concubine.

Nel 1949, i comunisti vietarono la pratica perché considerata il simbolo della decadenza borghese, ma oggi, dopo due decenni di economia di mercato, la concubina, la ernai ossia la seconda moglie è ritornata.

“Volevo raccontare la storia della Cina di oggi, nel terzo millennio, per denunciare l’esistenza privata e tabù di queste giovani donne, prigioniere in una gabbia dorata. Secondo le stime ci sono circa 100.000 “mantenute” nella sola provincia di Guangdong.

Il mito della concubina potrebbe essere la fantasia di molti uomini, ma per le giovani donne questa scelta equivale a vivere in isolamento, in costante attesa dell’uomo, in uno stato di totale dipendenza. La concubina è invece simbolo di successo.

L’accordo è semplice: denaro in cambio di favori sessuali, ma con diritto all’esclusiva.

Ogni uomo ha la “sua personale” concubina. Sebbene sia stata proibita dalla legge nella Cina moderna, insieme a tutte le forme di prostituzione, questa pratica è così ampiamente diffusa che le mogli dei funzionari statali hanno dato vita ad un’associazione segreta, meglio conosciuta come “Alleanza contro le concubine nella Repubblica Popolare Cinese”, al fine di intraprendere la loro battaglia.

Il loro leader è un detective privato che viaggia in tutta la Cina alla ricerca di concubine. In realtà il ritorno della pratica ha portato ad un aumento nel numero dei detective privati.

Il fenomeno delle concubine è presente in tutte le classi sociali. La maggior parte delle ragazze lascia la miseria delle aree rurali in cerca di fortuna e prima di essere scelte come concubine, lavorano come prostitute. Altre vengono avvicinate durante feste private o anche all’università. Queste ragazze passano da una condizione di povertà estrema ad una vita di profonda solitudine e noia, in città sconosciute, dove a loro volta non conoscono nessuno. E aspettano. In cambio ottengono un appartamento e un’auto, ma per una disponibilità costante verso il loro partner, spesso sposato e con la famiglia lontana.

Nonostante siano considerate un tabù, le concubine in realtà sono presenti in quasi tutti gli ambienti, ma non è consentito loro parlare e soprattutto non con gli sconosciuti. Una concubina potrebbe essere riconosciuta ufficialmente da amici e colleghi, ma non dal resto della società. Conducono una vita che ricorda le cortigiane del 19° secolo, descritte nei racconti di Guy de Maupassant o in Nana di Zola”.

Axelle ha seguito le vite di 3 ragazze: Dazhu, 22, che ha lasciato il villaggio per lavorare a Shanghai come cameriera, diventata una hostess e poi concubina. Nanhua, anche lei trasferitasi a Shanghai per denaro e diventata una concubina pochi mesi dopo. Xian Mengfei, una concubina che con i suoi guadagni ha aiutato la sua famiglia nell’acquisto di una casa.


 
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