MOSTRE  

FRANCESCO CITO | Panos Pictures

 

  SEE NAPLES AND DIE | VEDI NAPOLI E POI MUORI
   

Il 9 ottobre 2003 Anna Vollaro si cosparge il corpo di benzina e si dà fuoco in un ultimo disperato tentativo di impedire alla polizia di sequestrare le proprietà appartenenti al clan camorristico dello zio, Luigi Vollaro, capo della zona occidentale di Napoli.
Lo stesso giorno Renato Iacomino viene ucciso da due sicari mentre passeggia nel centro della città. Il giorno seguente altri due omicidi vengono eseguiti dalla camorra nella vicina Ercolano. La vita vale poco per i gruppi camorristici che controllano la scena criminale sotterranea partenopea.
Non così poco però come agli inizi degli anni ’80, quando venivano eseguiti omicidi ogni singolo giorno dell'anno. Ora il numero degli assassinii si è stabilizzato intorno ai 100 all’anno e non fanno più notizia. La città ha cercato di darsi una ripulita per incentivare il mercato del turismo, ma le strade sono ancora in mano alla camorra.

     
   
Napoli, 1985
Allenamento di cavalli per le scommesse illegali a Scampia, quartiere a nord di Napoli.
© Francesco Cito
     
   

BIOGRAFIA
Francesco Cito, nato a Napoli il 5 maggio 1949, vive attualmente a Milano. Dopo aver frequentato le scuole superiori,decide di abbandonare gli studi e di girare l'Europa. Nel 1972 si ferma a Londra per dedicarsi alla fotografia, di cui è stato sempre appassionato sin da quando, ancora bambino, leggeva Epoca, sognando un giorno di emulare le imprese di Walter Bonatti. Il suo intento nella capitale britannica era quello di frequentare i corsi di fotografia presso il Royal College of Art, ma che si rivelò troppo caro per le sue possibilità economiche.

Per sopravvivere nella Londra dei favolosi anni ‘70 si adatta ai più svariati mestieri: dal lavapiatti in un ristorante di King's Road al facchinaggio presso i Magazzini Harrod's a Knightsbridge, per poi lavorare al Ronnie Scott's Club, tempio del jazz. Dopo un anno di esperienza di lavoro per un settimanale di musica pop-rock, nel 1975 diventa fotografo freelance ed inizia a collaborare con il Sunday Times Magazine, che gli dedica la prima copertina con il reportage "La mattanza", quindi collabora con l'Observer Magazine.

Nel 1980, dopo l'invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l'Afghanistan occupato, percorrendo a piedi oltre 1200 Km al seguito di vari gruppi di guerriglieri Mujahiddin. Tra la fine del 1982 e l'inizio del 1983 realizza a Napoli un reportage sulla camorra che verrà pubblicato in tutto il mondo, dal settimanale Epoca al tedesco Stern e a Life. Nel 1978 per The Sunday Times Magazine aveva realizzato, sempre a Napoli, un reportage sul contrabbando di sigarette dall’interno dell'organizzazione contrabbandiera.

Nel 1983 è inviato sul fronte libanese dal settimanale Epoca per un reportage sul conflitto in atto nella O.L.P. tra i pro siriani del leader Abu Mussa e Yasser Arafat e suoi sostenitori, ed è l'unico fotogiornalista a documentare la caduta di Beddawi (campo profughi), ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà gli eventi libanesi fino al 1989. Nel 1984 inizia il suo lavoro sulla Palestina e sulle condizioni del popolo palestinese all'interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Dall'inizio della prima intifada al 1994 resta ferito tre volte durante gli scontri, due volte da parte dei soldati israeliani ed una dagli shebbab palestinesi durante un reportage sui coloni oltranzisti, realizzato per il settimanale Stern. Nell'aprile 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin sotto coprifuoco durante l'assedio israeliano oltre che a Betlemme. Nel 1989 è inviato dal Venerdì di Repubblica di nuovo in Afghanistan e ancora clandestinamente, per raccontare la ritirata sovietica e la possibile presa di Kabul da parte della resistenza Mujahiddin, che avrà luogo solo nel 1994. Tornerà ancora in Afghanistan nel 1998 come inviato di Panorama.

Nel 1990, ancora per il Venerdì di Repubblica, è tra i primi fotoreporter a recarsi in Arabia Saudita durante lo sbarco dei marines USA, dopo l'invasione dell'Iraq in Kuwait. Durante il primo conflitto della Guerra del Golfo vi resterà fino alla liberazione nel marzo 1991.

A più riprese è presente nell'area Balcanica - dalla Bosnia al Kossovo - durante i vari conflitti interetnici e ancora nel corso degli eventi albanesi.

In Italia segue i fatti di mafia e di camorra in particolare, come anche il palio di Siena e aspetti sociali vari. Negli ultimi tempi il suo obiettivo è puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici.

Ha collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali ed estere: Epoca, l'Europeo, Illustrazione Italiana, Oggi, Gente, Panorama, l'Espresso, Il Venerdì di Repubblica, Sette-Corriere della Sera, D donna, io Donna, Stern, Frankfurter Allegemeine Magazine, Die Zeit, Sunday Times Magazine, The Observer Magazine, The Indipendent Magazine, Paris Match, Figaro Magazine e Life.

PREMI
2007 - Assegnazione del titolo di Maestro della Fotografia italiana (FIAF)
2006 - Bariphotocamera
2005 - Werner Bishof
2005 - La fibula d'oro
2004 - Città di Trieste
1997 - Città di Atri
1996 - World Press Photo
1995 - World Press Photo

LIBRI
2006 - Francesco Cito, Collana Grandi Autori (FIAF)
2005 - Immagini come parole (Meridiana)
2003 - L'isola al di là del mare (Fondazione Banco di Sardegna)

     
    Staffolo @ Collegiata San Francesco | ore 16.00-22.00
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